LA CORTE COST. INTERVIENE SULL’AUTONOMIA (ANCHE) DI CASSA FORENSE

Con la sentenza n.7/2017  depositata in data 11/01/2017, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della normativa che dispone l’obbligo di versamento al bilancio dello Stato delle somme derivanti dalla riduzione della spesa per consumi intermedi delle Casse di previdenza e di assistenza privatizzate.

La pronuncia, al di là del tema specifico affrontato, rappresenta invero un passaggio davvero importante per Cassa forense, poiché la Corte evidenzia che “l’ingerenza del prelievo statale rischia di minare gli equilibri che costituiscono elemento indefettibile dell’esperienza previdenziale autonoma […] cosicché ogni spesa eccedente al necessario finisce per incidere negativamente sul sinallagma macroeconomico tra contributi e prestazioni”, in quanto la configurazione della norma (quella oggetto di valutazione di legittimità, n.d.r.) aggredisce, sotto l’aspetto strutturale “la correlazione contributi-prestazioni, nell’ambito della quale si articola la naturale missione delle Casse di previdenza di preservare l’autosufficienza del proprio sistema previdenziale”.

Invero, per la Corte, l’“assetto organizzativo e finanziario, basato sul principio mutualistico, deve essere preservato in modo coerente con l’assunto dell’autosufficienza economica, dell’equilibrio della gestione e del vincolo di destinazione tra contributi e prestazioni”.

Alla luce di quanto sopra, tale pronuncia rimarca l’autonomia della Cassa e la discrezionalità che caratterizza il relativo esercizio regolamentare.

 

Per leggere il testo integrale della sentenza clicca qui su sentenza n 7 del 2017.

ISPETTORATO TERRITORIALE DEL LAVORO DI ROMA: IL NUOVO FRONTESPIZIO PER I VERBALI DI CONCILIAZIONE

Con la costituzione dell’Istituto Nazionale del Lavoro, si allega il logo e il frontespizio da utilizzare nei verbali di conciliazione, sottoscritti presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Roma sin dalla riapertura del 9 gennaio 2017 (clicca qui su Nuovo frontespizio verbali di conciliazione).

OCF: FINALMENTE “AL VIA” LA NUOVA RAPPRESENTANZA POLITICA DELL’AVVOCATURA: ANTONIO ROSA ELETTO COORDINATORE

Lo scorso 19 dicembre si è svolta finalmente la prima riunione per l’insediamento dell’Organismo Congressuale Forense (OCF) presso l’aula Seminari della Cassa Forense.

Per il Distretto della Corte d’Appello di Roma hanno partecipare all’incontro i 7 delegati dell’OCF eletti nel Distretto di Roma:  Antonino Galletti, Mauro Mazzoni, Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto di Roma, Luigi Sini di Viterbo, Giovanni Malinconico di Latina e Paolo Mastrandrea di Civitavecchia.

Hanno manifestato interesse alla candidatura alla carica di Coordinatore dell’Organismo, composto da 51 membri, gli Avv.ti Antonio Rosa di Verona e Sergio Paparo di Firenze.

Antonio Rosa, colto pochi giorni prima da leggero un malore, non ha potuto partecipare alla riunione, poiché ancora trattenuto in ospedale per accertamenti ed ha chiesto all’Avv. Antonello Bevilacqua, componente di Lamezia Terme, di dare lettura del seguente messaggio programmatico:

“Cari Colleghi,

oggi avrà luogo la prima adunanza per le cariche elettive dell’OCF ed ognuno di Voi potrà e dovrà esprimere la Sua preferenza tra i candidati a tali funzioni. Purtroppo non potrò essere con voi a causa di un malanno che mi ha costretto in ospedale proprio fino almeno a questa sera, perciò affido ad uno degli altri componenti dell’OCF il compito di riferirVi queste mie parole.

Sono state realizzate svariate analisi negative sulla volontà emersa chiaramente dal Congresso. Molte di esse, tuttavia, appaiono mosse più dalla delusione per l’esito congressuale che dai contenuti o dalle ragioni che hanno prodotto un risultato così netto da non ammettere discussioni.

Ma questa è storia passata e lascerei i nostri detrattori ai loro crucci. Ora bisogna costruire il nuovo Organismo che, a mio avviso, presenta tre novità importanti e da alcuni sottovalutate:

·       la possibilità per i componenti dei Consigli dell’Ordine di farne parte, facendo venire meno l’incompatibilità prima prevista. Questa rilevante innovazione pone fine alle dispute che avevano gravemente nuociuto all’Avvocatura frenandone l’unitarietà, aumentandone le divisioni interne e vanificandone l’azione politica.  Inoltre essa avrà anche l’effetto di ampliare le risorse dell’Organismo, non solo quelle personali, ma anche quelle istituzionali (in quanto gli Ordini circondariali saranno i primi protagonisti nel portare avanti a livello locale le proposte condivise dall’Avvocatura);

·       il riconoscimento al Congresso della centralità nell’azione politica dell’Avvocatura; un Congresso che si vuole più consapevole ed informato delle proposte e delle mozioni da discutere e da approvare (personalmente ritengo che il richiamo dello Statuto alla necessità di Sessioni Speciali del Congresso non debba essere inteso come un limite per il nuovo Organismo, ma come una ricchezza per il contenuto e la forza della sua azione);

·       la fine del presidenzialismo e del protagonismo personale, grazie all’introduzione della figura del Coordinatore. Ciò consentirà di attribuire all’Organismo nella sua interezza il potere decisionale e, non come prima, ai pochi che lo presiedevano. Il Coordinatore è solo uno dei componenti di questo organo collegiale, né lui né gli altri eletti all’Ufficio di Coordinamento avranno maggiori poteri rispetto ad ogni altro membro l’Organismo. Il suo compito non sarà quello di imporre la sua volontà ma bensì quello di cercare di fare sintesi sulle diverse opinioni e di condurle verso un percorso comune e, possibilmente, da tutti condiviso.  Se questa è la “innovativa” funzione che gli viene assegnata è nei fatti che al centro del nuovo Organismo c’è la volontà dei restanti 50 componenti l’Organismo; questa è l’unica volontà di cui il Coordinatore, e l’Ufficio, si deve fare portavoce all’esterno! 

Fatte queste brevissime premesse ritengo fondamentale che chi voglia candidarsi debba, almeno per sommi capi, indicare la propria visione dell’attività che andrà a svolgere in favore dell’Avvocatura. Io credo che il nuovo Organismo dovrà essere snello nelle regole, trasparente nell’operato ed aperto al costante confronto con il CNF (con cui peraltro ricordo che deve agire di concerto), con la Cassa e con le Associazioni forensi, sia generaliste che specialistiche.

Sarà necessario, infatti, non ripercorrere gli errori del passato e cercare il coinvolgimento di tutti per costituire una rappresentatività unitaria nei fatti, nelle idee e, al contempo, rispettosa delle competenze e dell’autonomia altrui.

Lo sforzo compiuto per far convergere le differenti posizioni, ponendo al centro dell’azione i deliberati del Congresso, darà all’Avvocatura la necessaria autorevolezza per interloquire efficacemente con le forze politiche.

Sarà, pertanto, sempre necessaria un’azione politica ragionata, costante ed attenta, che privilegi proposte concrete e di natura tecnica e che ispiri la propria attività ai principi di:

·       conservazione e tutela dell’indipendenza dell’Avvocatura (anche economica);

·       salvaguardia dell’autonomia e libertà della professione forense;

·       difesa dei diritti fondamentali dei cittadini ed attuazione della giustizia.

Sono principi basilari sui quali non si può transigere e rispetto ai quali credo che nessun Avvocato, Istituzione forense o Associazione possa derogare perché nella tutela di questi principi riposa la nostra funzione sociale ed il significato di essere Avvocati.

Non abbiamo più tempo, le sfide avanzano con i tempi ristretti della politica, sempre più sollecitata da organizzazioni di interessi e potentati economici (che si sono dimostrati sino ad oggi più coesi e forti delle nostre realtà); gli attacchi alla nostra professione si fanno sempre più serrati … è ora di agire in sinergia, con unità di intenti, trasparenza, responsabilità e, soprattutto, tutti insieme, e nel reciproco rispetto delle autonomie,  per salvaguardare questa nostra “sempre più povera e confinata” professione.

Gli impegni e le difficoltà certo non mancano e potranno essere superati se il nuovo Organismo sarà connotato da un continuo dialogo, interno ed esterno, che dovremo tutti imparare a condurre affinché le proposte condivise siano più forti ed efficaci.

Tutti noi dobbiamo fare in modo che il futuro Organismo abbia la forza di abbandonare le vecchie logiche di contrapposizione e gli sterili “recinti” in cui le diverse componenti dell’Avvocatura si sono sino ad oggi rinchiuse. Solo così si potrà sollecitare una presa di coscienza politica delle problematiche che affliggono la professione e dei tempi mutati, spingendo per ampliare i nostri spazi professionali anche fuori del contenzioso.

Se non ci riusciremo ne saremo tutti responsabili e, per di più, la nostra professione non avrà un futuro.

Per quel che può valere, la mia storia personale è sempre stata caratterizzata dalla costante ricerca di confronto, apertura e ricerca di soluzioni condivise tra le varie diverse componenti e al tempo stesso di intransigenza nella difesa e tutela del ruolo, dell’indipendenza ed dell’autonomia dell’Avvocatura come “prima ed unica garante” dei diritti dei cittadini davanti all’autorità giudiziaria.

Con queste premesse e questi obiettivi presento e sottopongo alla Vostra scelta la mia candidatura per l’elezione come Coordinatore dell’OCF, con l’auspicio che il voto sia sereno e che un secondo dopo la conclusione della fase elettorale ci sia l’impegno di tutti a far crescere “forte ed unitaria” questa nuova esperienza. E’ con quest’ultima  speranza (ed oserei dire “certezza”) che rivolgo a tutti Voi i miei più cari saluti”.

E’ quindi intervenuto l’altro candidato Sergio Paparo, il quale ha in primo luogo evidenziato la necessità che non ci si faccia condizionare nella scelta dell’ufficio di coordinamento dai social o dalle stesse Istituzioni o associazioni.

A suo parere deve essere più che sufficiente il lavoro svolto dall’Agorà degli Ordini presso il CNF, che potrà essere la matrice alla quale ispirare l’attività dell’OCF.

Quello della contrapposizione è un modello ormai superato, anche perché la prevalenza ordinistica all’interno dell’O.C.F. non vuole contrapposizioni tra istituzioni, Ordini e associazioni.

L’Avv. Paparo ha tenuto a specificare l’enorme importanza dei primi tre anni di vita dell’Organismo, anche in relazione all’importanza assegnata agli Ordini dalla nuova legge professionale con una gestione intensa della vita quotidiana degli iscritti.

La grande differenza è che oggi gli Avvocati sono 220.000 mentre soltanto nel 1995 erano 65.000; oggi il rapporto con gli iscritti si è rafforzato. L’Istituzione controlla il percorso formativo, gestisce i difensori d’ufficio e il gratuito patrocinio. E’ stato fatto un forte investimento sulle Istituzioni.

Nell’OCF sono stati eletti 26 Presidenti e 11 Consiglieri di Ordine, otre a qualche espressione di esperienze associative. Occorre evitare divisioni e garantire lavoro enorme necessario che potrebbe essere facilitato dall’attuale crisi di governo. Ci sono appuntamenti da non mancare, un’agenda da organizzare.

Infine, l’Avv. Paparo ha comunicato che la propria candidatura a Coordinatore, alla quale non aveva inizialmente pensato, è nata in sede congressuale a seguito di una proposta del Presidente del COA di Milano Remo Danovi sul presupposto che l’OCF debba investire  investe sul congresso e sui delegati. Non ci sono ragioni di divisione, anzi ci dovrà sempre essere una condivisione collegiale con l’Ufficio di Coordinamento ed un confronto costante con l’assemblea. La forza determinate sarà la rete capillare degli Ordini e dei delegati nel proprio territorio.

All’esito delle votazioni è stato eletto Coordinatore dell’OCF Antonio Rosa con 26 voti (Sergio Paparo ne ha raccolti 24) .

Le altre 4 cariche dell’Ufficio di Coordinamento sono state così assegnate:

– Segretario Giovanni Malinconico, rappresentante del Distretto di Roma, per acclamazione;

– Tesoriere Alessandro Vaccaro, rappresentante del Distretto di Genova (presidente del COA di Genova), per acclamazione;

– Componente Armando Rossi (presidente del COA di Napoli), rappresentante del Distretto di Napoli, 26 voti;

– Componente Vincenzo Ciraolo, rappresentante del Distretto di Messina (presidente del COA di Messina), 24 voti.

I componenti dell’OCF di Roma e del Lazio hanno espresso grande soddisfazione per la composizione dell’ufficio di coordinamento, avendo sostenuto tutti i componenti poi risultati eletti: l’intesa e la forza dell’Unione distrettuale del Lazio, del resto, è stata confermata dall’elezione per acclamazione dell’attuale presidente Giovanni Malinconico quale Segretario dell’OCF.

Azione Legale e i suo Presidente Antonino Galletti (Consigliere Tesoriere del COA di Roma e componente dell’OCF) si complimentano per il definitivo insediamento dell’Organismo Congressuale Forense, augurando buon buon lavoro al Coordinatore ad gli eletti nella contezza che la rinnovata rappresentanza politica dell’avvocatura saprà perseguire al meglio il bene comune dell’avvocatura italiana nonostante il perdurante periodo di crisi economica e sociale che stiamo attraversando e che soltanto assieme riusciremo a superare.