La Sezione Quarta del Consiglio di Stato torna sull’autotutela in materia urbanistica

Con la sentenza 4735/2014 depositata il 22.9.2014, la Sezione Quarta del Consiglio di Stato ribadisce opportunamente taluni noti principi in materia di autotutela con particolare riferimento alla materia urbanistica.

Secondo un preciso orientamento giurisprudenziale l’esercizio del potere di autotutela presuppone il riscontro della illegittimità dell’atto originariamente adottato al fine di ripristinare la situazione di legalità violata, oltre alla valutazione della rispondenza della rimozione dell’atto illegittimamente a suo tempo emesso all’interesse pubblico concreto ed attuale (cfr. Cons.Giust. Amm.Reg. Siciliana 21 aprile 2010 n.553; Cons. Stato Sez. VI 8 marzo 2012 n.1308; idem 3 marzo 2006 n.1023 ; 4 aprile 2008 n.1414) .

Tali condiciones iuris già fissate dalla giurisprudenza sono state peraltro espressamente prese in considerazione dal legislatore allorché, con la previsione di cui all’art.21 nonies introdotta alla legge n.241 del 1990, è stato formalmente contemplato l’istituto dell’annullamento d’ufficio.

Poiché nella fattispecie vi verteva in materia urbanistica, il Collegio ha precisato che la situazione di non conformità urbanistica del titolo edilizio rilasciato, in ragione della natura e consistenza dell’addebito mosso, e la imprescindibile necessità di adeguare lo stato dei luoghi derivante dall’utilizzazione del permesso di costruire al quadro normativo di riferimento, sono elementi che di per sé costituiscono ragione pienamente giustificativa per l’esercizio del potere di autotutela (Cfr. Cons. Stato Sez. VI n.1308/12 già citata), senza che sia necessario “dilungarsi“ su altri elementi di giudizio convergenti sulla determinazione di annullare quanto già autorizzato.

Il Collegio, infine, non ha positivamente apprezzato neppure una sorta di affidamento alla conservazione della concessione edilizia in contestazione quanto meno perché il provvedimento di autotutela è intervenuto a distanza di un anno e mezzo appena dalla data di avvenuto rilascio del titolo edilizio annullato, sicché non risulta sia trascorso quel più che notevole lasso di tempo, quale circostanza di fatto che la stessa giurisprudenza richiede per la sussistenza di una situazione di affidamento in capo al privato ( cfr Cons. Stato Sez. VI 2 ottobre 2007 n.5074).

In ogni caso, è il caso di far rilevare che la situazione di accertata non conformità urbanistico- edilizia costituisce un illecito permanente sì da imporre doverosamente l’intervento tutorio dell’Autorità preposta istituzionalmente ad esercitare il potere di vigilanza edilizia e senza che peraltro possa avere valenza alcuna, a fronte della illegittimità rilevata, il fatto che l’autorizzato intervento edilizio sia stato completato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *