TAR Basilicata: per i vizi formali non sempre spetta il risarcimento

Secondo il TAR di Potenza (sent. 13.9.2014, n. 656) non spetta alcun risarcimento del danno quando la pretesa alla legittimità formale del provvedimento è adeguatamente ristorata attraverso l’eliminazione del vizio formale stesso tutte le volte che la sentenza non ha deciso nulla in ordine alla spettanza o meno del sottostante bene della vita.

Pronunciandosi sul diritto o meno del ricorrente al risarcimento del danno derivante dall’illegittimo annullamento disposto con ordinanza del Sindaco della concessione edilizia prima rilasciata, il T.A.R. della Basilicata ha rigettato la domanda, ritenendo sussistendo, nel caso di specie, solo un vizio formale del provvedimento censurato.

I vizi formali che non intaccano sostanzialmente la discrezionalità della PA non danno luogo a risarcimento del danno.

Il TAR recepisce, dunque, un orientamento che vede un doppio binario di illegittimità: di carattere “sostanziale” e di natura “formale”. Solo nel primo caso, il vizio del provvedimento costituisce titolo per il risarcimento del danno subito dall’interessato, perché risulta comprovata, in modo certo, la “spettanza” del bene della vita.

Del resto, anche in materia di danno da ritardo, il GA può condannare al risarcimento solo quando ha accertato la spettanza del c.d. bene della vita che, dunque, è presupposto indispensabile per ottenere la condanna al risarcimento in materia di risarcimento degli interessi legittimi di tipo pretensivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *