TAR e Cons. St. sul destino degli uffici giudiziari di Ostia

Sia il TAR capitolino e sia il Consiglio di Stato, entrambi in sede cautelare, lasciano qualche speranza di sopravvivenza agli uffici giudiziari di Ostia.

In particolare, la Sezione Prima del TAR romano, con l’ordinanza n. 2411/2014 depositata il 29.5.2014, ha ritenuto sussistente il fumus, poiché l’Amministrazione della Giustizia non ha dato la possibilità a Roma Capitale di esercitare, ex art. 3D. Lgs 156/2012, la facoltà di chiedere il mantenimento dell’ufficio del Giudice di Pace di Ostia, facendosi integralmente carico delle spese; è stato, dunque, ritenuto prevalente l’interesse alla conservazione a beneficio del servizio giustizia sinora svolto dall’ufficio soppresso e perciò la Città è stata rimessa nei termini per la presentazione della formale istanza di mantenimento previa messa a disposizione dei dati finanziari dal Ministero della Giustizia.

La Quarta Sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza n. 3775/2014 depositata il 27.8.2014, respingendo l’appello cautelare dell’Amministrazione, ha ritenuto che “in un equilibrato contemperamento fra l’interesse pubblico a un’efficiente e stabile riorganizzazione della c.d. “geografia giudiziaria” e l’interesse privato a mantenere il servizio della giustizia nei suoi termini attuali, appare necessario – per le conseguenze che ne discendono – approfondire la natura (sede distaccata o autonoma) dell’Ufficio del Giudice di pace di Ostia, anche valutando le considerazioni espresse dal C.S.M. nel parere a suo tempo formulato” e, a tal fine, “sembra preferibile mantenere immutata, per il momento, la situazione prodotta dell’ordinanza impugnata, che merita di essere confermata, consentendo la prosecuzione dell’attività del Giudice di pace di Ostia sino a una sollecita definizione del giudizio di merito in primo grado”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *