{"id":3330,"date":"2026-09-19T13:44:01","date_gmt":"2026-09-19T11:44:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.azionelegale.eu\/associazione\/?p=3330"},"modified":"2026-09-19T13:44:01","modified_gmt":"2026-09-19T11:44:01","slug":"ia-e-rischi-professionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.azionelegale.eu\/associazione\/ia-e-rischi-professionali\/","title":{"rendered":"IA e rischi professionali"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L\u2019uso dell\u2019IA nell\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 professionale: responsabilit\u00e0 e doveri deontologici.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Lombardia uno dei primi arresti giurisprudenziali in tema di responsabilit\u00e0 professionale dell\u2019avvocato nell\u2019utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale. &nbsp;&nbsp;<br>La sentenza n. 3348 del 21 ottobre 2025 del TAR, V Sezione, si risolve \u2013 al netto della decisione sul merito \u2013 in una severa valutazione della condotta difensiva tenuta in giudizio dal professionista, ritenuta lesiva dei doveri di lealt\u00e0, probit\u00e0 e diligenza cui deve essere ispirata ed informata l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Avvocato, con conseguente trasmissione della sentenza all\u2019Ordine territoriale per le opportune valutazioni.<br>Il Collegio rileva, difatti, come tutte le pronunce giurisprudenziali richiamate nel ricorso a sostegno delle proprie censure, risultassero non pertinenti rispetto alla fattispecie trattata, ovvero addirittura riferite a controversie del tutto estranee al <em>thema decidendum<\/em>. &nbsp;<br>Tale circostanza, lungi dall\u2019essere sussunta nel novero del mero errore materiale o refuso, che pur possono accompagnare talvolta l\u2019azione del professionista, viene invece qualificata come una condotta processuale oggettivamente idonea ad influenzare il contraddittorio, oltre a rendere inutilmente gravosa l\u2019attivit\u00e0 di verifica demandata al giudice e alle controparti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Di particolare rilievo \u00e8 il passaggio in cui il difensore, sollecitato sul punto in sede di discussione orale, ammette di aver utilizzato strumenti di ricerca basati sull\u2019intelligenza artificiale che avrebbero generato risultati errati.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Il TAR esclude categoricamente che tale circostanza possa assumere valore esimente, riaffermando che la sottoscrizione dell\u2019atto processuale comporta l\u2019assunzione integrale della responsabilit\u00e0 del suo contenuto, indipendentemente dall\u2019effettiva redazione in prima persona.&nbsp;&nbsp;<br>La decisione si colloca, cos\u00ec, nel solco del principio della centralit\u00e0 della decisione umana, richiamato anche dalla \u201cCarta dei principi per un uso consapevole dei sistemi di intelligenza artificiale in ambito forense\u201d adottata dall\u2019Ordine degli Avvocati di Milano nel 2024. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>L\u2019avvocato \u00e8 tenuto non solo ad utilizzare con consapevolezza tali strumenti, ma soprattutto a verificare criticamente l\u2019attendibilit\u00e0 delle fonti e dei risultati prodotti, essendo notorio il rischio della generazione di precedenti inesistenti ma formalmente plausibili, dettato dalla tendenza dei sistemi di intelligenza artificiale a soddisfare le richieste dell\u2019utente, talvolta anche a discapito della veridicit\u00e0 delle informazioni rese.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>In tale prospettiva, anche a seguito dell\u2019entrata in vigore della L. 23 settembre 2025, n. 132, \u00e8 chiaro come l\u2019IA non possa essere intesa come un sostituto dell\u2019attivit\u00e0 intellettuale del difensore, bens\u00ec, al pi\u00f9, come uno strumento ausiliario che non pu\u00f2 prescindere dal rigoroso vaglio del professionista.<\/p>\n\n\n\n<p>Avv. Matteo Di Battista<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uso dell\u2019IA nell\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 professionale: responsabilit\u00e0 e doveri deontologici. 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