{"id":967,"date":"2018-03-05T11:14:58","date_gmt":"2018-03-05T10:14:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.azionelegale.eu\/associazione\/?p=967"},"modified":"2019-11-24T20:40:25","modified_gmt":"2019-11-24T19:40:25","slug":"la-buona-educazione-deve-prevalere-anche-negli-scritti-difensivi-condivisibile-la-giurisprudenza-del-cnf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.azionelegale.eu\/associazione\/la-buona-educazione-deve-prevalere-anche-negli-scritti-difensivi-condivisibile-la-giurisprudenza-del-cnf\/","title":{"rendered":"LA BUONA EDUCAZIONE DEVE PREVALERE (ANCHE) NEGLI SCRITTI DIFENSIVI: CONDIVISIBILE LA GIURISPRUDENZA DEL CNF"},"content":{"rendered":"<p><strong>Offese in atti giudiziari: implicito l\u2019\u201canimus iniuriandi\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Violano l\u2019art. 52 ncdf (gi\u00f2 art. 20 codice previgente) le espressioni usate dal professionista che rivestano un carattere obiettivamente sconveniente ed offensivo e che si situino ben al di l\u00e0 del normale esercizio del diritto di critica e di confutazione delle tesi difensive dell\u2019avversario, per entrare nel <strong>campo, non consentito dalle regole di comportamento professionale, del biasimo e della deplorazione dell\u2019operato dell\u2019avvocato della controparte<\/strong>, dovendo peraltro ritenersi implicito l\u2019\u201canimus iniuriandi\u201d nella libera determinazione di introdurre quelle frasi all\u2019indirizzo di un altro difensore in una lettera ed in un atto difensivo.<\/p>\n<p>Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Calabr\u00f2), sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il diritto-dovere di difesa non giustifica l\u2019uso di espressioni sconvenienti ed offensive<\/strong><\/p>\n<p>Benche\u00b4<strong> l\u2019avvocato possa e debba utilizzare fermezza e toni accesi nel sostenere la difesa della parte assistita o nel criticare e contrastare le decisioni impugnate<\/strong>, tale potere\/dovere trova un limite nei doveri di probita` e lealta`, i quali non gli consentono di trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza, se non anche offensivi, che ledono la dignita` della professione, giacch\u00e9 la liberta` che viene riconosciuta alla difesa della parte non puo` mai tradursi in una licenza ad utilizzare forme espressive sconvenienti e offensive nella dialettica processuale, con le altre parti e il giudice, ma deve invece rispettare i vincoli imposti dai doveri di correttezza e decoro&nbsp;(Nel caso di specie, il professionista aveva riferito, nel corso del giudizio per il pagamento del suo compenso, una circostanza estranea all\u2019oggetto del contendere ed ininfluente ai fini del decidere, ma esclusivamente finalizzata a portare un ingiustificato ed ingiusto, discredito personale alla controparte).<\/p>\n<p>Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Calabr\u00f2), sentenza del 25 settembre 2017, n. 136<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignit\u00e0 e con il decoro imposti dalla funzione che l\u2019avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, gi\u00e0 20 c.d.f.), la cui <strong>rilevanza deontologica non \u00e8 peraltro esclusa dalla provocazione altrui, n\u00e9 dallo stato d\u2019ira o d\u2019agitazione<\/strong> che da questa dovesse derivare, che al pi\u00f9, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione.<\/p>\n<p>Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Calabr\u00f2), sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La difesa non giustifica l\u2019offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte.<\/strong><\/p>\n<p>Il limite di compatibilit\u00e0 delle esternazioni verbali o verbalizzate e\/o dedotte nell\u2019atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell\u2019adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell\u2019art. 20 del c.d. (ora art. 52 cdf), va individuato nella <strong>intangibilit\u00e0 della persona del contraddittore<\/strong>, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo&nbsp;e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, pu\u00f2 anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperit\u00e0 dei toni, ma <strong>quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l\u2019esigenza di tutela del decoro e della dignit\u00e0 professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti<\/strong>&nbsp;(Nel caso di specie, l\u2019avvocato aveva definito il collega di controparte come professionista superficiale, credulone e poco accorto al fine di denigralo e renderlo ridicolo agli occhi del giudice).<\/p>\n<p>Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Calabr\u00f2), sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il divieto di espressioni offensive o sconvenienti riguarda anche l\u2019avvocato che agisca in proprio.<\/strong><\/p>\n<p>Il divieto di espressioni offensive o sconvenienti (art. 52 ncdf, gi\u00e0 art. 20 codice previgente) riguarda anche l\u2019avvocato che agisca in proprio&nbsp;ex&nbsp;art. 86 cpc, a nulla rilevando in sede deontologica che il professionista agisca in qualit\u00e0 di parte o di difensore&nbsp;(Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha respinto il ricorso proposto avverso Consiglio Nazionale Forense -pres. f.f. Picchioni, rel. Losurdo, sentenza del 12 luglio 2016, n. 192).<\/p>\n<p>Corte di Cassazione (pres. Amoroso, rel. Scarano), SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La c.d. immunit\u00e0 giudiziale non scrimina l\u2019illecito deontologico.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esimente di cui all\u2019art. 598 c.p. non rileva in sede disciplinare, ove infatti -nell\u2019autonomia riconosciuta dall\u2019Ordinamento per la definizione dell\u2019illecito deontologico- la rilevanza di un comportamento prescinde dalla sua eventuale non punibilit\u00e0 o liceit\u00e0 penale (o civile) e sussiste in ogni ipotesi di violazione dei generali doveri di probit\u00e0, dignit\u00e0, decoro, lealt\u00e0, fedelt\u00e0, correttezza e diligenza&nbsp;(Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha respinto il ricorso proposto avverso Consiglio Nazionale Forense -pres. f.f. Picchioni, rel. Losurdo, sentenza del 12 luglio 2016, n. 192).<\/p>\n<p>Corte di Cassazione (pres. Amoroso, rel. Scarano), SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Espressioni sconvenienti od offensive: irrilevante il mancato ordine del giudice di cancellarle dagli scritti difensivi.<\/strong><\/p>\n<p>In tema di frasi sconvenienti o offensive, \u00e8 ininfluente il fatto che il Giudice civile abbia omesso di provvedere in ordine alla richiesta di cancellazione delle espressioni offensive, giacch\u00e9 il giudice della disciplina ha completa libert\u00e0 di effettuare pieno riesame delle espressioni utilizzate sotto il profilo deontologico, indipendentemente dalla valutazione che possa fare il giudice del merito in ambito di responsabilit\u00e0 civile o penale circa il carattere offensivo o meno delle frasi stesse.<\/p>\n<p>Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Calabr\u00f2), sentenza del 25 settembre 2017, n. 136<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vietati gli attacchi dell\u2019avversario sul piano personale non funzionali alla difesa<\/strong><\/p>\n<p>Il limite di compatibilit\u00e0 delle esternazioni verbali o verbalizzate e\/o dedotte nell\u2019atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell\u2019adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell\u2019art. (gi\u00e0 art. 20 codice previgente), va individuato nella <strong>intangibilit\u00e0 della persona del contraddittore,<\/strong> nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, pu\u00f2 anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperit\u00e0 dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l\u2019esigenza di tutela del decoro e della dignit\u00e0 professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti.<\/p>\n<p>Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Calabr\u00f2), sentenza del 25 settembre 2017, n. 136<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Offese in atti giudiziari: implicito l\u2019\u201canimus iniuriandi\u201d. 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