All’esito del XXXIII Congresso Nazionale Forense di Rimini che è stato celebrato lo scorso 6-8 ottobre, è stata approvata dai delegati a larghissima maggioranza (929 aventi diritto al voto, 591 favorevoli, 204 contrari, 134 non votanti) la mozione statutaria fortemente sostenuta dal COA romano con la quale è stata ridisegnata la rappresentanza politica dell’avvocatura italiana (per saperne di più e leggere il testo integrale della mozione clicca qui su Mozione-2).
Tra le principali novità: una sensibile riduzione del numero dei delegati ai prossimi congressi (1 ogni 500) e dei componenti dell’assemblea del nuovo organismo di rappresentanza (1 ogni 5.000 iscritti) , la riacquista centralità del congresso quale luogo della rappresentanza politica in senso conforme alla disciplina dettata dall’art. 39 della legge di riforma professionale (clicca qui per leggere la L. 247/2012) e la sostituzione dell’OUA (organismo unitario dell’avvocatura italiana) con il “nuovo” OCF (organismo congressuale forense). Sono finalmente cambiate anche le modalità di finanziamento del nuovo organismo che passano attraverso una contribuzione diretta del CNF (e non più dei vari Ordini circondariali).
Pure avendo avuto l’orgoglio e il privilegio di partecipare all’assemblea dell’OUA nel biennio 2011-2012 (prima dell’elezione al COA di Roma), auguro al nuovo organismo ogni successo per rappresentarci al meglio in un momento di crisi e cambiamenti della Giustizia nostrana che si inseriscono nella perdurante crisi economica che ha ovvie ricadute anche sulla nostra amata professione.
